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MEDEA PORCELLANE L'ARTE TRAMANDATA NEL TEMPO

La Medea Porcellane nasce nel 1967 per opera di Olindo Ranoldi e diventa ben presto una delle più rinomate e conosciute aziende produttrici di figure di porcellana di Capodimonte con più di 90 dipendenti e la produzione di più di 800 modelli di statue. Il figlio Giuseppe rivela l’Azienda nel 1989 e continua l’opera del padre, dandone nuovo impulso ed arricchendo la già vasta produzione di statue in fine porcellana acquisendo anche di altri artisti che lavorano per altre fabbriche quali Arzenton, Royal Callè, Bortolotti, Antica Athena raggiungendo cosi una produzione di oltre 1500 modelli, sempre tutti eseguiti secondo le tecniche dello stile Capodimonte. 

L’azienda è presente in negozi specializzati del settore, sia in Italia sia in vari paesi del mondo quali: Portogallo, Germania, Inghilterra, Giappone, Cora, Cina, Venezuela, Sud Africa, Australia e Stati Uniti. Da oggi ha instituito questo shop online per poter permettere a tutti di possedere una propria porcellana Capodimonte. 

La realizzazione di un’opera richiede un gran impegno ed inizia da un blocco di terra di caolino che l’artista, cn l’aiuto delle sole mani, modella e crea ispirandosi generalmente a persone o scene di vita che gli hanno creato un’emozione. Sono curati sempre di più i dettagli che caratterizzano le opere e, in particolare, si esaltano l’espressione dei volti, la cura maniacale delle mani e di tutti gli elementi che servono a riprodurre la quotidianità.

Le statue prodotte dalla ditta la Medea interpretano il sentimento popolare con una produzione religiosa, di mestieri, attimi di vita e ricordi con figure di porcellana che rappresentano stagioni, la famiglia, la religione, maschere di carnevale, i ricordi della tradizione. 

Tale produzione continua anche oggi anche se con notevoli difficoltà dati gli alti costi di produzione.

 

La Storia delle Porcellane Capodimonte

La porcellana di Capodimonte nasce nel 1743 a Napoli, fondata nei primi anni della nuova dinastia borbonica, da re Carlo di Borbone e da sua moglie, la regina Maria Amalia di Sassonia  all’interno della famosa Reggia di Capodimonte.

La porcellana che si produce in questa zona ha delle caratteristiche peculiari che la distinguono dalla porcellana nord europea. Nel sud Italia, infatti, non c’è il caolino; pertanto l’impasto si compone di una fusione di varie argille provenienti dalla cave del sud miste al feldspato, oggi Museo, la Real Fabbrica dando inizio ad una tradizione che non è mai finita.  La porcellana “tenera” infatti, durante la cottura si ritira di circa il 20% e questo produce uno stile inconfondibile pervaso da un’armonia strutturale naturalista. Al suo rientro in Spagna, Carlo III di Borbone porta con sé tutte le opere prodotte. E’ solo nel 1773 che Ferdinando IV, suo figlio, ormai adulto, fonda la Real Fabbrica Ferdinandea, che raccoglie in seno gli artisti italiani, in particolare toscani, e quelli tedeschi più esperti. Nel ventennio tra il 1780 ed il 1800 nasce una vera e propria Scuola d’Arte e vengono prodotti sontuosi servizi da tavola e prezioso vasellame che sono tutt’oggi conservati nel Museo di Capodimonte.

Nel 1806 con l’avvento della dominazione francese la Real fabbrica viene ceduta ad un gruppo di privati. Questi ultimi s’impegnano ad assumere tutti i lavoranti della fabbrica a patto che i re francesi acquistassero parte della gran produzione. La promessa non fu mantenuta e Gioacchino Murat, troppo impegnato a sovvenzionare le campagne belliche di Napoleone, non alimentò la produzione di porcellane per la casa sovrana.

Ciò nonostante gli artisti napoletani tennero viva la tradizione inventando nuovi stili e rappresentando scene di napoletanità apprezzate dalla borghesia cittadina e dai turisti.

 

La Lavorazione Capodimonte

L’oggetto parte sempre da un’idea, ovvero dall’estro dell’artista e pertanto egli dapprima traccia il disegno dell’oggetto che vuole realizzare. La prima fase consiste nel creare il modello di gesso. Lo scultore modella sul tornio un blocco di gesso con strumenti alquanto rudimentali per delinearne la sagoma. Il modellista cesella e scolpisce a mano quelli che sono i dettagli dell’oggetto. Si ottiene così il calco per avere la prima forma.

L’artigiano a questo punto riversa nello stampo di gesso la porcellana in forma liquida, un impasto che si differenzia dalle comuni ceramiche bianche per il maggior pregio e la maggior compattezza e trasparenza. Per dare spessore all’oggetto si lascia essiccare brevemente la porcellana liquida nello stampo, quella in eccesso viene riversata e si ottiene così l’oggetto crudo. Segue la fase della rifinitura. Il rifinitore elimina eventuali sbavature o imperfezioni che si possono verificare in fase di colaggio.

Nel caso di una composizione floreale, l’artista plasma a mano la porcellana. A questo punto si effettua la prima cottura ad una temperatura di 1250 gradi per una durata che va dalle 8 alle 12 ore da cui si ottiene l’oggetto in biscuit di porcellana.

Segue la fase della decorazione. Il decoratore dipinge manualmente l’oggetto biscuit. Si passa ad una successiva cottura a 750 gradi per fissarne il colore. Questa durerà mediamente 8 ore. Il processo lavorativo è a questo punto finito.

 

La Medea 1967

Ranoldi Olinto - Rizzotto Giuseppe - Sassaro Felice

Fondatori

La Medea 1967

sede

La Medea Oggi

Giuseppe Ranoldi

Il figlio che tramanda la tradizione

Porcellane D'Arte Capodimonte

Il Nuovo Brand